L'albatros

In volo per trovare qualcosa di buono da conoscere
giovedì, 10 settembre 2009

Chavez

STANDING OVATION DEI BABBEI (fonte clandestinozoom.it)

La platea di giornalisti, cinematografari, mezzi intellettuali, spettatori che tributa una standing ovation a Chavez al festival di Venezia è il segno della desolante pochezza culturale figlia dell’ideologismo. In sintesi: un branco di babbei. Non si tratta di essere di sinistra o no. Anche perché è difficile dire che Chavez sia di sinistra. Il suo “neo-bolivarismo” è un impasto tra populismo di destra e spruzzate socialiste. Ma soprattutto è un dittatore che ha chiuso le radio private, nomina i direttori di tutte le case editrici, chiude la bocca a oppositori anche in modo violento, parla a reti unificate per ore ogni domenica. E stende alleanze strategiche con i dittatori come in Iran. Fa ridere e piangere che proprio nel paese dove si continua a parlare (e non senza ragione) di una preoccupante commistione tra potere e intimidazione alla stampa o a mezzo stampa, intanto si onori un tale furfante antidemocratico. Chavez cosa è per questi signori? L’antiamericano che ognuno di costoro sogna di essere? Il leader di una rivoluzione comunista che aspettano da quando avevano dodici anni? Un Berlusconi finalmente di sinistra? Significa che c’è qualcosa di bacato, un difetto di vista non tanto una differenza di idee. Un ottundimento della ragione che segna il presunto nostro mondo culturale, che si trastulla intontito tra Chavez e la Canalis trovando tutto “molto interessante”…
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venerdì, 07 agosto 2009

Notizie per tutte le ferie

Articolo da sganasciarsi dal ridere preso da tempi.it:

l’italiano in vacanza compra un numero esorbitante di quotidiani e li legge da cima a fondo per essere sicuro che non sia successo niente.
D’altra parte i giornali (pure questo) d’estate vanno riempiti in qualche modo. Ragion per cui Tempi vi offre un servizio esclusivo e senza precedenti: una scaletta settimanale di notizie future, ché tanto sono le stesse dell’estate scorsa e saranno le stesse della prossima. Se vi attende una settimana di ferie, ritagliate queste pagine e leggetene un capoverso al giorno. Risparmierete sul prezzo di almeno sette quotidiani. Se vi aspettano due settimane di ferie, rileggetele due volte. Non dimenticate di conservarle per l’estate 2010.

Lunedì. Piazza Fontana: emerge la necessità di fare finalmente chiarezza, l’Italia non può permettersi di attendere oltre. Esodo estivo: lunghe code sulla A14. Novità sorprendente: in Piemonte ci sono le zanzare. Monito del capo dello Stato. Calano le presenze sulla riviera romagnola, in generale, ma aumentano nei singoli alberghi, in particolare. Sconcertanti rivelazioni: i nostri ragazzi bevono, alcuni si ubriacano, altri addirittura danno di stomaco. Intervista ad Alba Parietti sui suoi rapporti con vino e sommelier. Il calcio italiano è in crisi, urge intervento governativo. Travaglio accusa il regime, il regime accusa Travaglio. I medici raccomandano di mangiare leggero, ira dei ristoratori.

Martedì. Stragi di mafia: emerge la necessità di fare finalmente chiarezza, l’Italia non può permettersi di attendere oltre. Controesodo: lunghe code sulla A1. Zanzare rinvenute anche in Lombardia. Accorato monito del capo dello Stato. Ai provini del Grande Fratello si presenta uno spaccato dell’Italia eccetera eccetera, il degrado morale e civile eccetera eccetera, il sistema dei valori eccetera eccetera. I nostri ragazzi fanno sesso, alcuni anche in coppia, altri addirittura si fidanzano. Intervista ad Alba Parietti sulla sua prima volta e sulle ultime. Il cinema italiano è in crisi, urge intervento governativo. Di Pietro accusa il regime, il regime reagisce: “Di nuovo?”. I medici raccomandano di bere tanta acqua, ira dei viticultori.

Mercoledì. Ustica: emerge la necessità di fare finalmente chiarezza, l’Italia non può permettersi di attendere oltre. Maxiesodo: lunghe code sulla Salerno-Reggio Calabria. Le zanzare assediano il Polesine. Duro monito del capo dello Stato. Al Meeting di Cl viene invitato Tizio, non viene invitato Caio, Sempronio non si presenta e gli opinionisti di ogni colore ne traggono auspici: lo spaccato dell’Italia, il degrado morale e civile, il sistema dei valori. Anche i nostri ragazzi vanno a Rimini, alcuni sulla spiaggia, altri addirittura in discoteca. Intervista ad Alba Parietti su luci stroboscopiche e inquinamento acustico. L’editoria italiana è in crisi, urge intervento governativo. Beppe Grillo accusa il regime, il Pd reagisce: “Non si riferiva a noi”. I medici raccomandano di stare all’ombra, ira dei produttori di creme solari.

Giovedì. Il referendum del 1946: emerge la necessità di fare finalmente chiarezza, l’Italia non può permettersi di attendere oltre. Megaesodo: tamponamenti ciclici sul Grande Raccordo Anulare. Al Meeting di Cl protagonista la zanzara. Stizzito monito del capo dello Stato. Salgono le temperature, si scopre che d’estate può far caldo: uno spaccato del pianeta eccetera, il degrado ambientale eccetera eccetera, Al Gore e il clima ormai tropicale. La criminalità italiana è in crisi, urge intervento governativo. I nostri ragazzi vengono bocciati, alcuni non arrivano alla maturità, altri addirittura non studiano affatto. Intervista ad Alba Parietti su Giovanni Gentile. Il Pd denuncia il regime, D’Alema reagisce: “Di nuovo?”. I medici raccomandano di tener freschi i nonni (ossia i diversamente giovani) portandoli al supermercato, ira degli obitori.

Venerdì. La spedizione dei Mille: emerge la necessità di fare finalmente chiarezza, l’Italia non può permettersi di attendere oltre. Superesodo: grigliate ai bordi della Milano-Laghi. Il misterioso silenzio del capo dello Stato. La questione delle zanzare. Si abbassano le temperature, si scopre che d’estate può capitare un temporale: uno spaccato del sistema solare, il degrado ecologico, il clima sempre più tropicale e Al Gore a bizzeffe. La sinistra italiana è in crisi, urge intervento governativo. I nostri ragazzi, col passare del tempo, invecchiano. Intervista ad Alba Parietti su tema a piacere. Il regime va al mare in Sardegna, D’Alema reagisce: “Anche quest’anno è all’ultima spiaggia”. I medici raccomandano di non agitarsi per futili motivi, ira di Beppe Grillo.

Sabato. I tormentati rapporti fra Mario e Silla: emerge la necessità di fare finalmente chiarezza, l’Italia non può permettersi di attendere oltre. Ultraesodo: inaugurato kibbutz di automobilisti fra Roncobilaccio e Barberino del Mugello. A sorpresa, inattesa intervista ad Alba Parietti sulle zanzare. I nostri ragazzi perdono tempo su internet, alcuni si stordiscono con l’iPod, altri addirittura leggono le interviste ad Alba Parietti. Scoppia il caso: una zanzara entra nella casa del Grande Fratello. Oggi niente regime, niente capo dello Stato, se ne riparla a fine weekend. I medici raccomandano di portare con sé lo stretto necessario, ira di Cristina Del Basso.

Domenica. Le interviste ad Alba Parietti: emerge la necessità di fare finalmente chiarezza, l’Italia non può permettersi di attendere oltre. Inaudita strage di zanzare, si incolpa il regime ma il plauso del capo dello Stato mette d’accordo tutti, salvo Di Pietro che accusa l’opposizione di fare il gioco della maggioranza e la maggioranza di fare il gioco dell’opposizione. È una piacevole giornata di sole, resa preziosa da una leggera brezza: Al Gore esprime tutto il suo scetticismo al riguardo. I nostri giovani hanno un’età media di trentotto anni. Code chilometriche per ottenere informazioni dalla sede del Cis Viaggiare Informati. Qualcuno raccomanda di pensare alla salute, ira dei medici. Per arrivare a settembre manca una settimana in meno. Coraggio, tenete duro.
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mercoledì, 05 agosto 2009

Perché Repubblica strattona la Chiesa

(fonte:antoniosocci.it)

E’ in corso un assedio da parte di Repubblica alla Chiesa. Proponendosi come pii e austeri custodi della morale sessuale cattolica, i censori   di Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari, paladini della più rigorosa castità, anche ieri hanno “sparato” un editoriale di Adriano Prosperi (specializzato in sgangherati attacchi anticlericali) per inventarsi, nientemeno, una “Chiesa che punta il dito sulla moralità del premier”. Come loro vorrebbero.

E’ da qualche settimana infatti che va avanti questo bombardamento sulle gerarchie episcopali per ottenere da loro “una chiara parola di condanna dell’immonda spazzatura che dalla vita privata del presidente del Consiglio trabocca sul paese”. Per ora Repubblica ha ottenuto solo qualche strillo isolato, perlopiù di personalità politicizzate. Così ora cerca di amplificare e piegare alle proprie pretese qualche garbata nota di richiamo alla morale pubblica apparsa su Avvenire.

Naturalmente Repubblica ha tutto il diritto di fare la sua battaglia politica contro Berlusconi e sui fatti che gli addebitano, ma cosa c’entra la Chiesa? E cosa c’entrano loro con la Chiesa? Questo strattonamento alla Chiesa, sebbene ridicolo (perché proviene dal giornale che di solito, sulle questioni di interesse generale, pretende di zittire i vescovi in nome della laicità), va compreso bene da noi cattolici.

Infatti è molto più di un tentativo di strumentalizzazione politica della Chiesa. E’ molto più di un tentativo di trasformare i vescovi in camerieri della lobby di Repubblica per la condanna dell’odiato Berlusconi. E’ un attacco alla dottrina cattolica stessa sul tema più delicato, quello del peccato e della grazia, che è al cuore della storia cristiana.

In parole povere, da duemila anni la Chiesa, seguendo il comportamento e il  comandamento di Gesù, condanna con nettezza e decisione il peccato, ma, a braccia spalancate, chiama a sé e accoglie il peccatore e fa festa per il suo ritorno. Ora Repubblica vuole spazzar via quanto Gesù ha comandato per esigere la condanna del peccatore (uno solo: Berlusconi) e l’accoglienza del peccato.

Sì, perché Repubblica è sempre stata tra gli alfieri ideologici della cosiddetta rivoluzione sessuale, della secolarizzazione dei costumi, è sempre stato il giornale che più pesantemente ha bombardato contro l’insegnamento morale della Chiesa in materia sessuale e sulle questioni limitrofe del divorzio, dell’omosessualità, dell’aborto, della contraccezione, dei sacramenti ai divorziati. Vi risulta che Repubblica, Mauro, Scalfari e compagnia abbiano mai fatto una battaglia pubblica – sul piano morale e culturale – contro la “rivoluzione sessuale”, contro l’adulterio, contro i rapporti prematrimoniali, contro il divorzio, l’aborto e la pillola? Vi risulta che abbiano mai fatto analoghe crociate per la fedeltà coniugale, per la castità, per la riscoperta della verginità?

A me no. Potrò sbagliarmi, ma non ho mai visto Scalfari e Mauro tenere conferenze di elogio per la Humanae vitae o per Santa Maria Goretti davanti a una platea di femministe (eppure quella ragazzina è una vera eroina del nostro tempo assatanato). La lobby dell’Espresso e di Repubblica è – per definizione – la portabandiera della rivoluzione radicale e “libertaria” e ha sempre coperto di sarcasmi o attacchi i pochi anticonformisti che vivevano una cultura controcorrente, che resistevano ai comandi del “nuovo potere” e gustavano una diversa percezione della vita. Ricordo quanti irridenti articoli sono toccati a noi giovani ciellini che – negli anni del sesso mordi e fuggi – imparammo, per grazia, da don Giussani a guardare le nostre ragazze con uno sguardo diverso: poetico e non da assatanati consumatori finali.

Il salotto Espresso-Repubblica ha sempre vantato come proprio merito storico quella laicizzazione che ha portato all’Italia “del divorzio e dell’aborto”, all’Italia del sesso disinvolto, all’Italia “emancipata” dal Vaticano e dalla sua “morale repressiva”. Ora si vorrebbe sapere dunque con quale criterio e quale faccia, proprio quella lobby non solo si metta a dar lezione di “morale repressiva” alla Chiesa, ma soprattutto pretenda che la Chiesa condanni il peccatore, anzi “un” peccatore, uno solo, per nome e cognome, oltretutto assolvendo il peccato. Perché non risulta che Mauro, Scalfari e compagnia chiedano la condanna dell’adulterio e del “sesso laico”, chiedono solo la condanna del loro Nemico. Insomma pretenderebbero una morale sessuale “ad personam” (dopo aver criticato le “leggi ad personam”), che valga esclusivamente per Berlusconi e non per loro o per tutti noi.

Non solo. I salotti dell’Espresso e di Repubblica, da decenni, esaltano Giovanni XXIII (un papa Roncalli che trasformano a proprio uso e consumo) perché nella “Pacem in terris” ha insegnato a distinguere tra l’errore e l’errante, tra un’ideologia sbagliata (da condannare) e gli uomini concreti con cui dialogare. Siccome in quel caso egli parlava dei comunisti a lorsignori va benone. Se invece la stessa logica si applica a Berlusconi deve essere rifiutata.

Peraltro costoro non sanno che quella distinzione fra errore ed errante che viene attribuita a papa Roncalli come se egli avesse portato una novità nella Chiesa, è in realtà una citazione che papa Giovanni fece di Pio XII, proprio di un suo testo sul comunismo (vedi Andrea Tornielli, Pio XII, pp. 496-497). Sì, quella distinzione fra ideologia comunista e uomini concreti che vi aderiscono appartiene al papa più detestato dal mondo progressista. Ed è un principio che da sempre appartiene alla Chiesa: lo si trova già nel discorso di Paolo III di inaugurazione del Concilio di Trento.

La bistrattata Chiesa, a cui oggi Repubblica imputa – incredibilmente – di essere troppo lassista sulle questioni di morale sessuale, in realtà, senza trattare nessuno da “pubblico peccatore” (perché “pubblicani e prostitute vi precedono nel Regno dei cieli”), da sempre continua – come da comandamento divino – a condannare tutti i peccati, commessi da tutti, a mostrarne la triste degradazione, a lamentare la mercificazione dell’uomo e della donna, ma ad accogliere ogni peccatore ed esortarlo a gustare la bellezza del perdono del Padre e la sua pace.

Se lorsignori si fossero degnati di ascoltarla, anziché di irriderla, si sarebbero accorti che la Chiesa, ben prima di loro e ben più profondamente, da anni – almeno dalla Humanae vitae – richiama accoratamente tutti gli uomini sul rischio di disumanizzazione della rivoluzione sessuale. Fra i pochissimi anticonformisti che applaudirono la condanna della pillola – fatta da Paolo VI – come “morte dell’amore” ci fu quel grande intellettuale ebreo della Scuola di Francoforte che era Max Horkheimer. Ripeto: Horkheimer, non Scalfari o altre editorialisti di Repubblica. Gli eventi hanno mostrato quanto profetica fu la Chiesa, quanti guasti (nelle famiglie, nella vita sociale) e quanti drammi ha prodotto quella “rivoluzione” (a cui possiamo ascrivere anche l’insorgere di nuove terribili malattie sessualmente trasmesse che hanno fatto stragi, oltre alla tragedia planetaria dell’aborto).

Non c’è una seria riflessione critica, al di fuori della Chiesa, sul mondo che quella rivoluzione ha prodotto. A Repubblica si accorgono dell’ “immoralità dei costumi” (o della sessuomania dilagante) solo se c’è da infilzare Berlusconi, perché tutti gli altri giorni dell’anno essa viene da loro chiamata laicità, progresso e libertà.  

Del resto a Repubblica dicono sempre di preferire i protestanti alla Chiesa cattolica (“noi giornalisti di un certo tipo protestante”, scrisse un giorno Scalfari). Perciò i vescovi italiani possono rispondere alle seccanti pressioni di quel giornale con una stupenda battuta del “cattolico” Oscar Wilde: “La Chiesa cattolica è soltanto per i santi e per i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana”. Dunque Mauro provi a chiedere un anatema contro Berlusconi alla Chiesa anglicana. Se la trova, perché si è quasi estinta
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venerdì, 19 giugno 2009

Prato

Prato va al ballottaggio.
L'unico ballottaggio in toscana in una città di una certa importanza dove i due contendenti per sindaco (e provincia) sono molto vicini

Molti mi hanno chiesto: perché? (tutti i miei parenti sono di sinistra oltre che moltissimi amici)
Ho risposto in vari modi, ma alla fine il discorso più semplice e diretto l'ho letto qui.

In sintesi:
Arriva una mail con su scritto:
I Pratesi dicono Carlesi. Carlesi dice: Il lavoro, la legalità, l'etica: non bastano dei Cenni, ci vuole Il Massimo. Carissimo, L'abbiamo capito tutti: viviamo un tempo straordinario che richiede un coraggio e uno sforzo speciale. Per questo abbiamo deciso di scriverti. Poche parole per non farti perdere tempo. Per dirti che chi ama Prato e la sua Provincia domenica 21 e lunedi 22 luglio deve tornare a dire la sua, con decisione. Chi ama Prato deve scegliere Massimo Carlesi, sindaco dei pratesi, e Lamberto Gestri, presidente della Provincia voluta dalla gente. L'orgoglio di questa città siamo noi, tuti insieme. Noi che scommettiamo per rilanciare il tessile. Noi che combattiamo l'illegalità. Noi che non portiamo il lavoro in Cina. Noi che vogliamo nuova occupazione. Noi che garantiamo serivizi sociali e asili nido. […].

Ed aggiungo: Noi che da 63 anni amministriamo questa città. Noi che siamo abituati a comandare. Noi che abbiamo creato 40 partecipate per garantirci il potere. Noi che vi portavamo in Russia a vedere come si stava bene. Noi che non vi potevamo portare in Cina perchè non ci facevano entrare. Noi che la Cina ve l'abbiamo portata a Prato per farvi vedere come ci si sta bene. Noi che si vuol fare un polo espositivo da 60.000 metri quadrati per esporci... quello si vedrà dopo! Noi che per l'ex-Banci non si sa nemmeno quanto s'è già speso in consulenze ed ancora non si sa che farci. Noi che s'è tenuto chiuso il museo civico per pagarci le consulenze per piazza Mercatale. Noi che per mandarvi tutti al cine vi s'è costruito una Multisala. Noi che ci siamo accorti che i film per tutte le sale non ci sono e la s'è trasformata in un centro commerciale.
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sabato, 13 giugno 2009

Il cattivo perde sempre

Vi segnalo questa interessantissima intervista di Pansa su Tempi.it
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mercoledì, 18 marzo 2009

Bufala di Micromega sui vescovi tedeschi

(fonte:ilfoglio.it)

l nome di bio invano

Biobufala. Così Micromega è assurta al ruolo di (presunto) portavoce dei vescovi tedeschi

La Conferenza episcopale tedesca approva l’eutanasia passiva e l’eutanasia indiretta. Lo annuncia la rivista Micromega”. Micromega? Sì. Pare che d’ora in poi quel che pensano i vescovi cattolici tedeschi sia la rivista di Paolo Flores d’Arcais a deciderlo. O almeno così sembrano ritenere in molti, dal sito Web che ieri pubblicava questa incredibile sintesi alla Repubblica, che titolava: “I vescovi tedeschi: sì all’eutanasia passiva, è morte dignitosa”.

Una bufala, ma non innocente, che ieri il portavoce della Conferenza episcopale tedesca, Matthias Kopp, si è affrettato a smentire in una nota pubblicata dall’agenzia Sir: le posizioni dell’episcopato tedesco, ha scritto, “non contrastano in alcun modo con le affermazioni del Catechismo della chiesa cattolica”, poiché sui concetti di eutanasia passiva e indiretta “la differenziazione che abbiamo adottato è quella illustrata dal Vaticano nel Catechismo”. Una bufala nella bufala, inoltre, perché il documento dei vescovi tedeschi citato dal sito di Micromega e che costituirebbe una “spaccatura” nella chiesa è in realtà vecchio di dieci anni. Si intitola “Christliche Patientenverfügung” (“Disposizioni sanitarie del paziente cristiano”), fu presentato a Dusseldorf nel 1999 ed è scaricabile da anni dal sito dell’episcopato tedesco. Per di più, anche l’annunciata “traduzione integrale” di Micromega è superflua: l’aveva già pubblicata nel 2001 la rivista “Prospettive assistenziali”, trimestrale della Fondazione promozione sociale di Torino, ed è da allora a disposizione sul Web.

Il presunto nuovo scandalo interno alla chiesa esiste dunque solo nella lettura forzata e fuorviante di un documento già noto e mai criticato.  Le “Disposizioni” furono redatte insieme da cattolici e protestanti e portano le firme del cardinale Karl Lehmann e di Manfred Kock, presidente del Consiglio delle chiese evangeliche. Dopo una lunga premessa pastoral-teologica, si affrontano tutti gli aspetti legati al fine vita, tra cui “le diverse forme di aiuto a morire”. Si distingue tra “aiuto passivo”, “aiuto indiretto” e “aiuto attivo” a morire. In modo conforme, come ha ribadito Kopp, al Catechismo universale.

Poiché l’espressione ‘aiuto a morire’ è ambigua”, i vescovi tedeschi distinguono: “L’aiuto passivo a morire mira a garantire una morte dignitosa mediante la rinuncia a un trattamento che potrebbe prolungare la vita di una persona malata incurabile e già prossima alla morte. Esso presuppone il consenso della persona malata ed è giuridicamente ed eticamente ammesso”. Ciò concorda con quanto si legge al numero 2.278 del Catechismo a proposito di “interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate” e di “rinuncia all’accanimento terapeutico”. L’“aiuto indiretto a morire”, invece ,“si ha quando si somministrano alla persona morente medicine antidolorifiche prescritte dal medico, che possono avere l’effetto secondario involontario di affrettare la morte”, e “questo aiuto indiretto è considerato giuridicamente ed eticamente ammesso”. Analogamente, al punto 2.279 del Catechismo si spiega: “L’uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile”. Mentre l’“aiuto attivo (o diretto) a morire” viene totalmente condannato.

Difficile poter montare uno scandalo, e con dieci anni di ritardo, su queste basi. Inoltre, in una dichiarazione del 2007 i vescovi tedeschi avevano anche puntualizzato di opporsi “con decisione ai progetti che intendono consentire l’interruzione dei trattamenti necessari per la vita di pazienti in coma vigile e di persone con demenza grave. Tali persone non sono persone in punto di morte, bensì malati gravi che richiedono la nostra particolare dedizione e assistenza”. Nonostante queste evidenze, in concomitanza con il dibattito parlamentare sulla legge per il testamento biologico, si infittisce in Italia una campagna ideologica tesa a offrire un’immagine distorta delle posizioni della chiesa.

Ieri un lungo articolo sul Manifesto del bioeticista Maurizio Mori sosteneva la tesi secondo cui “la rivoluzione biomedica sta producendo la bioetica come movimento culturale e mandando in frantumi l’antico vitalismo ippocratico”, che sarebbe poi la vera base del pensiero della chiesa. Una dottrina ovviamente falsa, secondo Mori, anche se “a molti appare essere una ‘cifra dell’umano’”. Nel frattempo, il prossimo 20 marzo l’Università la Sapienza ospiterà una giornata di studi su “Le questioni etiche di fine vita tra riflessione filosofica e intervento legislativo”. Che rischia di servire, più che altro, come passerella editoriale per gli instant book sfornati dai protagonisti del caso Englaro: dall’attivissimo papà di Eluana allo stesso Mori.

di Maurizio Crippa

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domenica, 15 marzo 2009

Provocazione per gli atei benpensanti

Salve cari
Ecco una bella provocazione pesante per tutti voi.

Supponiamo che abbiate ragione in tutto.

Si omosessuali si nasce, non si diventa.
E' un dato dell'essere. Bene quindi grazie ai progressi della scienza un giorno sapremo se
il figlio che sta per nascere sarà etero o omosessuale.

E poi si è giusto abortire, non bisogna essere costretti ad avere un figlio che non si vuole.

Ma allora il futuro allora è roseo, per tutti gli  "omofobi"
Un giorno, non volendo avere figli omosessuali si potrà saperlo per tempo e abortirli di conseguenza.

E voialtri starete zitti perché sarà un loro diritto.

.....
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sabato, 28 febbraio 2009

Katyn: un film che nessuno vuole trasmettere

In molti hanno interesse a censurare l'ultimo film del vecchio regista Wajda ( per citare un film: Danton)

Un film su Katyn fino al 1989 sarebbe stato impossibile, perché secondo la versione ufficiale imposta dai sovietici il massacro di ventiduemila ufficiali dell’esercito polacco compiuto nel 1940 nei boschi di Katyn era stato opera dei tedeschi. In realtà in Polonia tutti sapevano che i colpevoli erano i russi, e nessuno era disposto a fare un film intriso di menzogna; così Katyn nella nostra storia rimaneva una ferita aperta

leggete qua
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venerdì, 20 febbraio 2009

PerplessitĂ  Sanremesi

Perché è considerato cosa giusta e sacrosanta se uno che si sente donna in un corpo di uomo,
fa una "vertigine di anestesia" e si evira, e poi si fa innestare anche delle protesi e altre operazioni simili
mentre è un 'eresia correggere questa dicotomia (tra cervello e corpo intendo) per via psicologica ?

Ad oggi nessuno dei miei cosidetti amici laici è riuscito a dare una ben che minima risposta sensata
a questa semplice domanda.
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venerdì, 09 gennaio 2009

Super Giulio

Immenso Giulio Andreotti a 90 anni suonati :
Da un'intervista oggi su repubblica:

"I magistrati sono un grande problema. La legge è uguale per tutti, tranne che per loro. Forse perché nei tribunali ce l'hanno scritto alle spalle e fanno fatica a girarsi."

Grandissimo
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Appello al presidente della Rai

Dal momento che la sua televisione degrada l'ammnistrazione della giustizia penale ad uso demagocigo e politico; vista la tendenza ad eseguire processi sommari, anche in assenza dell'imputato; constatata una evidente e sistematica propensione allo scandalismo diffamatorio in funzione degli ascolti

i sottoscritti firmatari chiedono che il giornalista Michele Santoro sia immediatamente rispedito a Strasburgo, e oltre.

Giuliano Ferrara, Andrea Marcenaro, Annalena Benini, Nicoletta Tiliacos, Stefano Di Michele, Ubaldo Casotto, Daniele Bellasio, Luigi De Biase, Claudio Cerasa, Giorgio Dell'Arti, Christian Rocca, Maurizio Crippa, Cristina Giudici, Sandro Fusina, Carlo Rossella, Lanfranco Pace

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