L'albatros

In volo per trovare qualcosa di buono da conoscere
lunedì, 20 agosto 2007

Un pò di buonsenso


Non troverete questa notizia ne su Repubblica ne sul Corriere.
E senza dubbio faticherete a trovarla ovunque tranne qui.
Finalmente il buonsenso torna in Spagan, un giudice ha tolto l'affido dei figli ad una madre perché lesbica.
Con motivazione ineccepibile.

Buona lettura.

Un giudice spagnolo, e il “lumen naturae”
di Claudio Risé
Un giudice spagnolo ha detto che il re è nudo. E naturalmente è subito scoppiato un putiferio tra i cortigiani dello Stato. La nudità non riguarda, va da sé, il Borbone a capo della nazione spagnola, ma piuttosto quel sovrano impersonale, quel pensiero unico così diffuso in Occidente, che in Spagna ha ottenuto, tra l’altro, una legge del 2005 che dice che il matrimonio è l’unione tra due persone. Quindi due individui dello stesso sesso possono, oltre che sposarsi, avere bambini, in affidamento o in altri modi.
Beh, il giudice Fernando Ferrin Calamita, responsabile per la famiglia nel sud-ovest del paese, ha tolto a una madre la custodia delle due figlie, di 6 e 12 anni, perché lesbica. E le ha affidate al padre.
Naturalmente tutti gridano all’omofobia. Il giudice però non ha detto nulla a proposito delle virtù o dei misfatti dell’omoerotismo. Ha detto solo che due genitori dello stesso sesso molto difficilmente possono impartire un’educazione capace di integrare nella personalità sia la componente psichica maschile che quella femminile. E con un tranquillo rimando a quello che lo psicologo Jung, più dottamente, chiamava il “lumen naturae”, ha aggiunto: «Non è necessario essere uno specialista in psicologia per comprendere questo, lo dice chiaramente il senso comune». Riferimento prezioso per leggi e sentenze, se soltanto si tornasse a pensarci.
La storia è questa. Due anni fa il marito sorprende la moglie in azione con un’altra donna. Chiede il divorzio, le bimbe vengono affidate alla madre, come da default, il padre ricorre e il giudice Ferrin Calamita, che richiama nel nome proprio i fabbri, antichi celebratori di matrimoni, le ridà al padre.
La sentenza non sbrodola in giudizi su inclinazioni e comportamenti sessuali. Semplicemente: la convivenza omosessuale non garantisce a sufficienza «l’educazione e la tutela delle figlie». Perché, appunto, principio maschile e femminile non vi sono equamente rappresentati. Di questo si tratta.
Su questo tema, peraltro, il materiale clinico accumulato in trent’anni di convivenze omosessuali diffuse in Occidente è eloquente. Come il caso di quel ragazzo diciottenne cresciuto in America da una coppia di lesbiche, note e apprezzate nell’ambiente intellettuale newyorkese, che sognava di frequente di correre nella notte con un branco di lupe. Nel suo sogno gli animali arrivavano a un fiume, nel quale si specchiavano, vedendo riflesso il proprio volto e il proprio corpo. Le lupe, la madre e le sue amiche, vedevano distintamente la propria immagine. Quando era lui, però, a specchiarsi nel fiume, vedeva solo un alone confuso. Era la sua immagine, sia corporea che psicologica, a essere confusa, perché non aveva avuto padre e il mondo maschile era stato solo parzialmente presente nella socialità selezionata dalla due donne.
Ecco cosa rischiano i figli di un solo sesso: una personalità che non riesce a prendere una forma definita, perché l’altro è mancato.
Il giudice Ferrin Calamita l’ha spiegato semplicemente, ma bene. E ora il re nudo cercherà di annullare la sua sentenza. Forse ci riuscirà. Ma una verità detta, e scritta, è difficile da cancellare dalla memoria collettiva.
postato da lampisterio alle ore 11:24 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: laicismo, attualità, disinformazione, ad memoriam



Commenti
#1   20 Agosto 2007 - 11:26
 
Faccio mio anche questo commento che ho trovato sempre sul blog in cui è stato scritto il post originale da un utente:

C’è, nella cultura prevalente in Occidente, una furia distruggitrice di tutto ciò che appare retaggio del passato, come se tutto fosse sbagliato o frutto di pregidudizi. Mi sembra un segno di profonda inquietudine e insieme di onnipotenza infantile. Quando ci risveglieremo da questo incubo faremo la conta dei danni e delle generazioni che sono state bruciate. Ben venga allora la saggezza di quel giudice che con quella sentenza stimola il riemergere di ciò che nel profondo dei popoli non può essere morto, semmai solo dimenticato o taciuto per timore di essere etichettati come oscurantisti dalle potenti lobbies che ci governano.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lampisterio

#2   21 Agosto 2007 - 09:00
 
Sempre più mi convinco che il relativismo sia il vero cancro che tutto divora. E sempre più mi appare incomprensibile il suicidio della cultura e della civiltà occidentale. Grazie al cielo, pur con le sue numerosissime magagne, responsabilità, grandi potenzialità che avvantaggiano anche il mondo della malavita, grazie al cielo ripeto esiste una Rete dove notizie come questa, oscurate dalla totalità dei media, riescono ancora a trapelare e diffondersi.
Ed un grazie, di cuore, da una persona profondamente scorretta politicamente, a tutti coloro che hanno il coraggio di essere contro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sissi2002

#3   22 Agosto 2007 - 01:17
 
1) era normale affidare il figlio al padre, è stata la madre a tradirlo.
2) perchè invece un padre da solo che apporto femminile può dare all'educazione di un figlio? Quindi un single non può adottare un bambino?
3) ovviamente il racconto di un sogno di un ragazzo non è un fatto clinico da portare come esempio.
4) dove sono tt questi casi di crisi d'identità di cui si parla?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SakiKawa

#4   22 Agosto 2007 - 07:56
 
1) Di solito i giudici affidano quasi sempre i figli alle madri, è una regola.

2) un padre eterosessuale può avere rapporti con altre donne, così da potersi ricostruire una famiglia, mentre una madre omosessuale non può dare alcun apporto normale al proprio figli. I single non possono adottare figli per il solo fatto che non sono famiglie né possono esserlo.

3) I sogni sono la strada maestra per l'inconscio, e possono indicare dei disturbi molto radicati. Studia un po' di psicologia.

4) leggiti le statistiche. Non quelle dell'arcigay. Ti consiglio il libro "ho due mamme", lo trovi qui http://www.libreriauniversitaria.it/ho-due-mamme-breton-claire/libro/9788820040789
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ago86

#5   24 Agosto 2007 - 01:08
 
1) La legge non è fatta di regole, ma di leggi appunto.
Il figlio viene affidato alla madre temporaneamente, ma durante il processo vengono analizzati tutti gli aspetti della separazione. E se essa non è stata consenziente da entrambe le parti si analizza la persona più adatta in base anche alle vicende matrimoniali.

2) Ti prego di non usare la parola normale in questi ambiti, non siamo noi a determinare cosa è normale e cosa no. Altrimenti il dialogo si può ridurre a: A me piace il calcio a te no, te non sei normale.
Un padre eterosessuale avere. Ma mettiamo il caso che non ne abbia rapporti? Dato che il matrimonio per la religione cristiana è uno solo in fondo. Non si può ragionare sui se e sui ma.
I single non possono adottare figli? Quindi meglio che un ragazzino/a cresca senza genitori piuttosto che abbia l'apporto di almeno uno dei due. Vorrei sentire la tua risposta se tu fossi cresciuto in un orfanotrofio. Questo credi che sia il volere di un dio?

3) Io non studio psicologia, studio fisica, ho una vita, non posso studiare tutto. E comunque tu non sai quanto io posso sapere di psicologia, per quanto ne sai mia madre o mio padre o miei conoscenti possono essere psicologi. Ciò che dici è comunque vero, mai negato infatti, ma in questo caso un sogno non può essere portato come caso clinico, dato che dimostra solo ciò che il ragazzo vuole dimostrare, potendo inventare di sana pianta ciò che racconta, non è una prova oggettiva. Più chiaro ora cosa intendevo?

4) Beh apprezzo quando mi sono offerti spunti di documentazione! Spero sia scaricabile gratuitamente, altrimenti dovrò sborsare altri euro per l'ennesimo libro, spero almeno sia attendibile l'autore e sia una lettura utile, cercherò un po' prima di leggere cmq.
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#6   24 Agosto 2007 - 08:18
 
1) la legge in pratica da sempre i figli alle madri, l'affidamento ai padri è un'eccezione. E il fatto che non venga affidato ad un omosessuale è un miracolo in questo mondo.

2) uso la parola normale in questi ambiti, dato che l'eterosessualità è normale mentre l'omosessualità no. E ovviamente credi che dire "per me è normale" chiuda il dialogo; come si vede che non hai capito nulla delle mie idee. I single non possono avere figli, meglio mandare i figli a coppie di genitori che aspettano da anni. Meglio metterlo in una coppia normale che in una "famiglia" che non gli consenta un adeguato sviluppo affettivo. In un orfanotrofio si hanno contatti con molte persone, sempre meglio che avere un solo genitore. E' una semplice legge di natura: chi cresce con un solo genitore sta peggio.

3) se mi dici certe scemate sulla psicologia vuol dire che non ne sai molto, semplice constatazione. Quindi dici che non importano i disturbi psichici di un ragazzo perché se li può inventare. Accidenti che umanità. Ti hanno mai detto che si può stabilire se i disturbi di una persona sono reali o immaginari?

4) non so se è scaricabile gratis. L'autore è una donna cresciuta con due lesbiche.
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#7   29 Agosto 2007 - 21:53
 
1) Hai dati statistici alla mano? Fonti?
Ma se l'omosessualità è solo un'inclinazione perversa come mai non si prevede che un omosessuale possa ricredersi, se ne parla come di schedati a vita.

2) "come si vede che non hai capito nulla delle mie idee." Probabile, ma allora fammi capire, non chiedo altro.
"I single non possono avere figli, meglio mandare i figli a coppie di genitori che aspettano da anni." Non cambiare discorso, quello non è neanche da mettere in discussione, ovvio che l'apporto che da una famiglia è più completo rispetto a quello di un singolo membro, ma non vedo perchè negare in assoluto la possibilità. Sempre meglio di niente per un bambino che deve avere affetto e un'educazione.
Meglio un orfanotrofio che un genitore solo? Credo che avresti bisogno di toccare con mano ciò che provano i ragazzi che non hanno una famiglia, anche solo un genitore, fai come i preti che parlano di famiglia senza averne avuto esperienza!
"E' una semplice legge di natura: chi cresce con un solo genitore sta peggio."
E chi l'ha detto? Facile inventare le cose a proprio piacimento, poi parli a me di studiare psicologia! Perchè non mi indichi dove viene detto questo?

3) "se mi dici certe scemate sulla psicologia vuol dire che non ne sai molto, semplice constatazione." Ah ecco, infatti avevo il dubbio, credo sia la tua semplice constatazione (o forse pregiudizi su ciò che dico?) ad essere in difetto, dato che io non ho mai negato ciò di cui hai parlato sopra riguardo ai sogni, ho parlato di tutt'altro di ciò di cui mi hai accusato!
"Quindi dici che non importano i disturbi psichici di un ragazzo perché se li può inventare. Accidenti che umanità. Ti hanno mai detto che si può stabilire se i disturbi di una persona sono reali o immaginari?"
Bene siccome non sono umano, chissà cosa sono poi, e dato che solo te sei un essere santissimo pieno di umanità, parla con gli umani colleghi tuoi!..oppure sforzati di capire e parlare con persone grandi! Si parlava di disturbi mentali, casi clinici, statistici, e tu mi parli di racconti di 1 ragazzo, neanche 1000, 1 solo. Se non sai cosa sono i casi clinici meglio che studi tu, non io! I casi clinici sono fenomeni di disturbi mentali accertati da medici, c'è una bella differenza, tra raccontare e accertare con analisi.
Non stai facendo altro che manifestare la tua presunzione e arroganza comunque, credi di sapere tutto tu e di essere più informato di chiunque altro, mentre invece non fai altro che sviare i discorsi per tirare acqua al tuo mulino, motivo tra l'altro per cui non frequento più il tuo blog.
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#8   30 Agosto 2007 - 17:19
 
1) Controlla le sentenze di qualsiasi tribunale, e scoprirai che i padri in pratica non hanno quasi mai l'affidamento dei figli. Sai che ci sono state delle proteste a riguardo? In Inghilterra un tizio ha fatto un gesto clamoroso per portare tale cosa alla ribalta della cronaca.

2) Perché, secondo te avere una cattiva educazione è meglio di non averne alcuna? Credo piuttosto il contrario. E' una legge di natura che non si possano dare dei figli a dei single capricciosi. Che si formino coppie se vogliono le adozioni. Tu tocca con mano come si vive in un orfanotrofio, scoprirai che lì esistono delle figure materne o paterne. In ogni caso ci sono famiglia in attesa da anni e noi vogliamo dare i figli ai single? Ma stiamo scherzando? Per quanto riguarda i preti, sai cosa significa "vivere in mezzo alla gente sempre a contatto con famiglie"? Chi ha detto che con un genitore si cresce peggio? Vai nel sito di Claudio Risé, scoprirai che chi non ha avuto un padre cresce molto più violento di chi ne ha avuto uno. Non mi invento un bel niente, io. Non sono Maometto.

3) Dici che un sogno non può essere portato come caso clinico e dovrei prendere sul serio una tale cosa? Come minimo uno così non ha molte conoscenze di psicologia. Ma dato che i sogni nell'analisi dell'inconscio sono molto importanti le tue obiezioni a riguardo lasciano il tempo che trovano. Se mi dici che un disturbo psichico di un ragazzo non può rientrare in tribunale, come minimo sei indelicato. Un solo ragazzo? Dal libro che ti ho segnalato ragazzi del genere sono molti di più. Svio il discorso? Non mi sembrava di aver risposto a domande di ornitologia.
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